venerdì 16 settembre 2011

"Ara Pacis, no al sottopasso Salveremo i platani da un progetto devastante"

"Ara Pacis, no al sottopasso Salveremo i platani da un progetto devastante"
LAURA SERLONI
GIOVEDÌ, 15 SETTEMBRE 2011 LA REPUBBLICA - Roma

Italia Nostra: ci batteremo come contro il parking del Pincio

"Il ministero dei Beni culturali intervenga per fermare lo scempio"

Progetto «surreale». Dopo l´incontro con il direttore regionale per il ministero dei Beni culturali, Federica Galloni, Italia Nostra è sempre più convinta del no al sottopasso dell´Ara Pacis e del parcheggio interrato di passeggiata di Ripetta. Un intervento che arriva a un giorno da quello della scrittrice Rosetta Loy sulle pagine di Repubblica.
«I rappresentanti istituzionali hanno confermato che ad oggi non esiste un vincitore del bando e ci hanno invitato a partecipare il 21 settembre alla seduta pubblica per la proclamazione dell´aggiudicatario provvisorio da parte della Commissione esaminatrice - spiega Carlo Ripa di Meana, presidente dell´associazione ambientalista - E pensare che già dal 5 agosto il sindaco Alemanno e l´assessore Corsini avevano comunicato ufficialmente il nome del vincitore». Italia Nostra nei giorni scorsi aveva inviato una richiesta formale di accesso agli atti, ma nessun progetto era ancora disponibile. Così hanno voluto incontrare la direttrice Galloni che «pur non avendo preso visione di alcun progetto - sostiene l´associazione - si dichiara, anche a nome del Ministero, favorevole all´iniziativa proposta dal Comune. È surreale».
I timori del presidente Ripa di Meana è che i 90 platani monumentali saranno gravemente compromessi. Sebbene tutto il complesso di lungotevere in Augusta e passeggiata di Ripetta sia vincolato dal Codice dei beni culturali, sia dal punto di vista paesaggistico che storico-artistico nonché sottoposti a tutela dell´Unesco. «La Galloni ha ribadito che il suo parere espresso sul progetto definitivo sarà vincolante - continua Italia Nostra - E sulle alberature, la risposta sconcertante è stata che le garanzie sulla tutela e salvaguardia verranno fornite dal Comune. Abbiamo allora chiesto se verrà effettuata una verifica da parte del Ministero con l´istituzione di una autonoma commissione di esperti di provata fama ed esperienza in materia, ma la risposta è stata negativa. Così come è avvenuto a Milano a piazza Lavater, dove il Mibac è intervenuto per la salvaguardia di un complesso arboreo di minore entità di quello romano, così deve intervenire, a Roma, per salvare il lungotevere».
Insomma il comitato ritiene che il Mibac abbia il dovere di verificare che il progetto esecutivo non significhi la fine dei platani. E si dicono «totalmente insoddisfatti» delle informazioni ricevute perché «non viene fornita alcuna garanzia alla città sulla sorte di questo complesso monumentale». La battaglia è dunque aperta. «Siamo pronti a ripetere un altro Pincio», attacca Italia Nostra.

venerdì 9 settembre 2011

Ara Pacis, a gennaio via il muro. Alemanno: davanti alla teca sottovia e piazza pedonalizzata

Ara Pacis, a gennaio via il muro. Alemanno: davanti alla teca sottovia e piazza pedonalizzata
FABIO ROSSI
IL MESSAGGERO – 23 agosto 2011

Ara Pacis, a gennaio giù il muro partono i lavori per il sottovia. Accordo tra Meier e Alemanno. Percorso pedonale sul Lungotevere Sarà realizzato anche un parcheggio sotterraneo per trecento auto

È stato al centro di feroci polemiche, politiche e non solo, fin dal 21 aprile del 2006, quando è stata inaugurata la nuove teca dell'Ara Pacis, firmata da Richard Meier. Fra qualche mese, però, il muro laterale - quello, per intenderci, che costeggia l'area museale, coprendo i profili di due chiese barocche - sarà abbattuto. L'intervento, concordato da Gianni Alemanno con l'architetto americano, sarà contemporaneo all'avvio dei lavori per il nuovo sottopasso dell'Ara Pacis, che porteranno alla pedonalizzazione di tutta l'area in superficie, da piazza Augusto Imperatore a lungotevere in Augusta, con tanto di affaccio sul fiume. «I lavori per il sottopasso dell'Ara Pacis prenderanno il via a gennaio prossimo - annuncia il sindaco, durante un sopralluogo sui cantieri stradali in corso nel centro storico - Dureranno circa un anno, forse 14 mesi, e comprenderanno anche l'abbattimento del famoso muro che copre le chiese barocche». Quando saranno aperti i cantieri, il traffico veicolare sarà interrato per 1,5 chilometri: il modello di tunnel sarà quello della Galleria Giovanni XXIII, con due corsie più una di sosta. In più, è previsto un parcheggio interrato per circa 300 posti auto, sistemati su due piani, che sarà realizzato nei pressi della Passeggiata di Ripetta. L'intervento prevede inoltre la pedonalizzazione del tratto di lungotevere tra ponte Cavour e ponte Margherita, con un parco sul modello dei giardini all'italiana. Il tutto per armonizzare la presenza della teca dell'Ara Pacis - una struttura realizzata in acciaio, travertino, vetro e stucco - con gli edifici e la zona circostante. «C'è poi piazza Augusto Imperatore, per la quale a settembre vogliamo completare il finanziamento - C'è un progetto bellissimo, che possiamo collegare ai lavori per l'Ara Pacis». La riqualificazione della piazza «dovrà comprendere anche il restauro integrale del Mausoleo di Augusto, finora escluso da ogni tipo di intervento- sottolinea Francesco Giro, sottosegretario ai Beni culturali - In questo senso ho ricevuto dal sovrintendente del Comune di Roma, Umberto Broccoli, un progetto di valorizzazione del monumento dal costo complessivo di circa 10milioni di euro». L'abbattimento del muro laterale, intanto, potrebbe mettere la parola fine alle polemiche sull'intera opera di Meier, che Alemanno subito dopo il suo insediamento in Campidoglio aveva definito «uno sfregio alla città». In seguito il sindaco e l'archistar americana avevano trovato un accordo, suggellato da una stretta di mano proprio davanti all'Ara Pacis, che prevedeva l'abbattimento del muro. Ieri Meier non era nei suoi studi di New York e Los Angeles, ma fuori degli Usa per lavoro. Un incontro è ipotizzabile per la prossima settimana: per il momento non trapelano né polemica né eccessivo entusiasmo per l'iniziativa di Palazzo Senatorio. L'opera era stata fin dall'inizio accolta con pareri contrastanti: il New York Times l'aveva definita senza mezzi termini un flop, mentre Vittorio Sgarbi l'aveva bollata come «una pompa di benzina texana nel cuore di uno dei centri storici più importanti del mondo». Polemiche erano arrivate soprattutto dai nostalgici della vecchia teca, costruita nel 1938 nell'ambito dei lavori di realizzazione della piazza Augusto Imperatore, diretti dell'architetto Vittorio Ballio Morpurgo. In autunno, ricorda infine il sindaco, «partiranno anche i lavori di restauro del Colosseo, sponsorizzati da Della Valle, mentre a gennaio 2013 aprirà il nuovo Centro Congressi dell'Eur, la Nuvola progettata da Massimiliano Fuksas».

lunedì 29 agosto 2011

Ara Pacis, la battaglia del muretto

Ara Pacis, la battaglia del muretto
ERNESTO MENICUCCI
CORRIERE DELLA SERA – 24 agosto 2011

Fuksas: «È da abbattere». No di Purini. Polemica sull'annuncio di Alemanno Marco Marsillo «Quelle di Morassut sono motivazioni cretine. Stia attento a non sfruculiare troppo, altrimenti qualcuno potrebbe indagare sulla storia della teca»

Su o giù? Abbattere o conservare? Il tema è un evergreen: il «muretto» dell'Ara Pacis, oggetto del contendere tra esperti ed elemento di polemica tra centrodestra e centrosinistra. Un dibattito che si è riacceso l'altro ieri, dopo l'annuncio di Alemanno: «A gennaio, coi lavori del sottopasso, butteremo giù anche il muro». Roberto Morassut (Pd) ha parlato di «nostalgia fascistica» e ha annunciato «un ricorso alla Corte dei Conti», perché l'abbattimento del muro costerebbe «tra i 5O0 e i 600 mila euro», il Pdl ha fatto quadrato, schierando i pezzi da novanta: «La decisione — dice Fabrizio Cicchitto — di abbattere il muro è positiva. E non c'è alcuna nostalgia fascistica: l'Ara Pacis non può essere deturpata da operazioni aggiuntive destituite di fondamento». Per Francesco Giro, sottosegretario al Mibac «la scelta di limitare l'intervento all'abbattimento del muro è stata fatta proprio per evitare danni erariali al Comune». Marco Marsilio, deputato Pdl, usa termini pesanti: «Le motivazioni di Morassut sono cretine e inconsistenti. Morassut stia attento a non sfruculiare troppo la magistratura contabile: qualcuno potrebbe andare ad indagare sulla storia della teca all'Ara Pacis, la cui assegnazione venne fatta con una telefonata a Meier, senza un concorso, una gara». Domenico Cecchini, assessore all'Urbanistica della prima giunta Rutelli (con la quale nacque il progetto Ara Pacis), difende l'opera: «Quello del sindaco è un ridicolo intestardimento. Il muro venne deciso al centimetro dalle sovrintendenze: si può dire che lo progettarono insieme a Meier. Quel rifacimento ha fatto dell'Ara Pacis uno dei musei più visitati di Roma e quello spazio, tra il muro e la fontana, è diventato un luogo cittadino». E gli esperti? Massimiliano Fuksas è «favorevole all'abbattimento del muro». L'archistar rossa che sposa una battaglia della destra? «Togliere quella divisione è giusto, e basta, perché copre le facciate delle due chiese che ci sono dietro. Lo dice anche Giorgio Muratore». Lui, però, Muratore, ha una posizione più articolata: «dl muretto? E incredibile che persone adulte perdano tempo a parlarne... E una presa in giro del sindaco, una foglia di fico con la quale si vuole coprire un intervento, quello del sottopasso, che sventrerà il centro di Roma. Un appalto enorme, che serve solo ai cosiddetti poteri forti: del resto ci si avvicina alle elezioni...». Franco Purini, l'architetto di «Eurosky», lascerebbe tutto così com'è: «Ci vuole — dice — buon senso. Il progetto iniziale era nato con un muro molto più ampio, ora è difficile trovare una soluzione positiva». Secondo Umberto Groppi, ex assessore alla Cultura, «il problema non si pone. L'abbattimento del muretto non si farà mai: non c'è uno studio, un progetto esecutivo. E una questione ideologica, con la quale Alemanno vuole dimostrare di tenere il punto: con il progetto di Meier, è la prima volta che le chiese vengono scoperte, mentre prima c'erano i palazzi a nasconderle».

martedì 26 luglio 2011

No al sottopasso Ara Pacis "L´Unesco intervenga per salvare il Lungotevere"

No al sottopasso Ara Pacis "L´Unesco intervenga per salvare il Lungotevere"
LAURA SERLONI
SABATO, 16 LUGLIO 2011 LA REPUBBLICA - Roma

Il fronte del "no" al sottopasso dell´Ara Pacis aveva già annunciato il ricorso all´Unesco quando le associazioni erano scese in piazza lo scorso 8 luglio. Dopo le parole, i fatti. Così il presidente di Italia Nostra, Carlo Ripa di Meana, si è rivolto ai responsabili della convenzione internazionale dell´Unesco sul patrimonio mondiale per chiedere una urgente verifica del progetto. «Il piano appare in palese contraddizione con le norme di salvaguardia internazionali che riguardano i siti del patrimonio mondiale, ai quali il centro storico di Roma è iscritto sin dal 1980 - spiega Ripa di Meana - Nella comunicazione alle autorità dell´Unesco si è fatta presente la necessità di una valutazione indipendente di impatto ambientale e storico-archeologico che, sorprendentemente, non è stata effettuata prima dell´imminente assegnazione nonché la mancanza totale di verifiche e consultazioni pubbliche sugli effetti che il progetto avrà per i residenti dell´area e per tutti i cittadini».
A mobilitarsi non è soltanto Italia Nostra, ma anche gli abitanti della zona che si sono riuniti in un´associazione chiamata "Comitato Ripetta", guidata dalla nobile Benedetta Borghese. «Il progetto prevede sulla strada l´uscita del sottopassaggio e l´entrata e l´uscita del parcheggio, poi ci saranno sventramenti, muri, bocche di areazione che trasformeranno la Passeggiata di Ripetta in una specie di svincolo autostradale».

martedì 15 febbraio 2011

Ara Pacis, al via la gara per il sottopasso

Ara Pacis, al via la gara per il sottopasso
GIOVANNA VITALE
MARTEDÌ, 15 FEBBRAIO 2011 la repubblica - Roma

Interamente in project financing, sarà pronto a inizio 2013. I privati "ripagati" con 308 parcheggi

Corsini: "Un progetto chiave per la riqualificazione di quel tratto di lungotevere"

Annunciato da anni, dovrebbe vedere la luce all´inizio del 2013, entro la fine della consiliatura Alemanno. Ieri il primo passo: in gazzetta ufficiale è stato infatti pubblicato il bando di gara per la realizzazione del sottopasso dell´Ara Pacis e opere correlate (pedonalizzazione dello spazio tra la teca di Meier e i muraglioni, compresa la famosa terrazza sul Tevere). Se i tempi verranno rispettati, l´assegnazione dei lavori dovrebbe avvenire in primavera: il cantiere, come da cronoprogramma, durerà 24 mesi.
Il progetto, che sarà interamente finanziato dai privati, prevede un tunnel di circa 600 metri da ponte Cavour a ponte Matteotti, due uscite (una su lungotevere in Augusta, l´altra che si congiunge al sottopasso del ministero della Marina), un parcheggio sotterraneo da 308 posti nella passeggiata di Ripetta, la chiusura al traffico dell´area davanti all´Ara Pacis, l´abbattimento quasi completo del "muretto" della discordia, ovvero la barriera di travertino alta 5 metri che attualmente divide il monumento dalla strada, tanto criticato dal centrodestra, ma sul quale è già arrivato l´assenso dell´architetto statunitense. Un intervento tuttavia destinato a creare a non pochi problemi alla circolazione. Anche se «cercheremo di studiare una viabilità alternativa, così da attenuare i disagi», promette l´assessore all´Urbanistica Marco Corsini: «La scelta della soluzione meno impattante per il traffico, infatti, è uno degli elementi per la valutazione dell´offerta di gara. Detto questo i sacrifici, consistenti e inevitabili, sono comunque da mettere in conto».
Le imprese che si aggiudicheranno i lavori, eseguendoli a proprie spese, si ripagheranno con i parcheggi, il cui cantiere sarà posizionato alle spalle del liceo artistico di via di Ripetta, il cosiddetto "ferro di cavallo". Il piano dei costi e dei ricavi ha calcolato che, dei 308 posti realizzati, 120 saranno box da destinare alla vendita (intorno ai 150mila euro), i restanti 188 (85 a rotazione oraria, 103 in abbonamento) verranno gestiti per trent´anni. Per quanto riguarda la tariffa oraria si ipotizza una media di 2,50 euro ogni 60 minuti, mentre l´abbonamento costerà 300 euro al mese. E persino i platani verranno salvati, grazie a una tecnica che ne preserva le radici mutuata dagli Champs Elysées.
«Si tratta di un progetto di straordinaria importanza», commenta l´assessore Corsini, «non solo perché consentirà la piena fruibilità del lungotevere in quel tratto, rendendolo pedonale grazie anche alla riqualificazione dell´intera area, compreso il Mausoleo e piazza Augusto Imperatore, ma rappresenta una grande scommessa sull´idea di finanza di progetto e sulle tecniche utilizzate per la realizzazione del sottopasso e del parcheggio interrato, che saranno le meno invasive possibili».
(...)

lunedì 27 dicembre 2010

Auto in mostra all´Ara Pacis se la pubblicità entra nel monumento - La fondatrice del Fai: "È uno scempio diseducativo"

Auto in mostra all´Ara Pacis se la pubblicità entra nel monumento - La fondatrice del Fai: "È uno scempio diseducativo"
GIOVANNA VITALE
SABATO, 18 DICEMBRE 2010 LA REPUBBLICA Cronaca

L´assessore Croppi: "L´idea in sé è apprezzabile, anche se il contesto è inadeguato"

Tanti episodi, da Venezia a Milano a Palermo, dove lo spot prevale sull´arte

ROMA - Autosalone Ara Pacis. Non è l´ultima insegna di una concessionaria all´avanguardia che, per farsi pubblicità, ha pensato bene di sfruttare uno dei monumenti-simbolo della Roma imperiale. No. È la pura realtà: ovvero quel che fino a stasera chiunque può vedere visitando lo splendido altare del 9 a. C. dedicato da Augusto alla dea della Pace. E già perché all´interno della controversa teca progettata da Richard Meier, proprio a ridosso del podio che sorregge i pilastri corinzi, da un paio di giorni fanno bella mostra di sé due city car elettriche nuove di zecca, una bianca e una blu, battezzate Dany e prodotte dalla società Belumbury che, a dispetto del nome, è una casa automobilistica tutta italiana.
Voleva fare le cose in grande, l´imprenditore Stefano Maccagnani. Lui che tra l´altro si fregia del titolo di "patriota" per aver salvato Alitalia, già presidente e ad della Simmel Difesa, ex società Fiat, nonché titolare dell´azienda elettromecanica Eos, per lanciare la sua mini-car ecologica ha chiesto e ottenuto il meglio: il prestigioso museo civico nel cuore della città eterna, senza sborsare - così sostiene - neppure un euro d´affitto. E dove perciò l´altro ieri sera capitani d´industria e nobildonne, professionisti e politici, in testa Gianni Letta, si sono dati appuntamento per assistere alla presentazione della macchinetta curata da Paola Perego, con Ornella Vanoni a far da madrina. Un evento lungo tre giorni: tanto quanto durerà l´esposizione nella cornice dell´altare augusteo. Di cui persino l´assessore capitolino alla Cultura, Umberto Croppi, non sapeva nulla: «Io non l´ho autorizzato», spiega dopo aver fatto una breve istruttoria. «Mi dicono che l´evento è frutto di una sponsorship con il produttore, il quale donerà in cambio 80mila euro per la manutenzione dell´Ara Pacis. Una cosa in sé apprezzabile, anche se non mi sembra questo il contesto adeguato».
Un allestimento che spiazza pure i turisti. «Certo non ci aspettavamo di vedere due macchine parcheggiate sotto un monumento così ricco di storia», commentano uscendo Alejandro Luna e Maria Ortiz, due studenti spagnoli in gita scolastica a Roma. Lo stesso sgomento che coglie Giulia Maria Mozzoni Crespi, fondatrice del Fai, una vita spesa per salvare i tesori d´Italia: «L´idea di mettere delle auto davanti a quel gioiello di scultura mi inorridisce», esordisce con sdegno. «Ma perché dobbiamo sempre mischiare il sacro con il profano? Sono allibita che il Campidoglio abbia avallato un tale scempio e mi domando se la soprintendenza ha avuto voce in capitolo, perché non posso credere che abbia dato via libera a un orrore del genere».
D´altra parte gli esempi di uso deviato dei monumenti, piegati alle più varie esigenze di mercato, ormai non si contano più. Ci sono i cartelloni pubblicitari che in tutte le città d´arte impacchettano prestigiosi edifici storici, compreso il Ponte dei Sospiri a Venezia che di recente ha ispirato l´appello al ministro Bondi firmato da sir Norman Foster; lo stand natalizio di Tiffany in piazza Duomo a Milano; il campo di big soccer con tanto di spalti montati nel catino del Circo Massimo a Roma. «Oggi questa ideologia aziendale sta pervadendo tutto», osserva sconsolato il direttore degli Uffizi, Antonio Natale: «Non voglio correre il rischio di sembrare un passatista, cosa che io non sono, tant´è che mesi fa ho fatto montare, suscitando diverse polemiche, una scritta al neon accanto al museo che si rifletteva nell´Arno e recitava: "L´arte è sempre stata contemporanea". Gli stessi Uffizi sono nati come museo d´arte contemporanea, tutta l´arte quando nasce è presente, non passato». Eppure il tempo qualcosa conta, non tutto può essere mercificato: «Ci vuole una grande attenzione, non mi piace quando i monumenti vengono prostituiti», conclude Natale. Bisogna considerare tutte le opere d´arte, siano essere figurative o di architettura, come testi poetici. Chi prenderebbe un canto di Dante per fare pubblicità a un motorino? Con le opere d´arte o di architettura succede perché non vengono considerate opere poetiche, ma feticci del consumismo».