venerdì 24 dicembre 2010

L´Ara Pacis trasformata in salone dell´auto

L´Ara Pacis trasformata in salone dell´auto
SABATO, 18 DICEMBRE 2010 LA REPUBBLICA Commenti

La gratuita esposizione pubblicitaria della Dany è stata voluta dal Comune "per amore della cultura"

Il lancio commerciale della Dany, una piccola automobile che, per quello che si vede, somiglia a tutte le altre utilitarie del mondo. Ma se è vero che questa automobile stona dentro il museo, non stona certo come accadde ai baffi sul viso della Gioconda, senso forte dei tempi moderni, né ha la forza dei monumenti impacchettati dal bulgaro Christo, non è l´ossimoro visivo, non è la contaminazione dei generi, ma è solo una delle mille volgarità - piccola questa volta, anche se significativa - commesse di questi tempi contro la cultura italiana.
Gli avessero almeno chiesto dei soldi a Stefano Maccagnani, che adesso non sa spiegare perché hanno concesso a lui quello che hanno negato a tanti altri, Maserati compresa: «È vero, mi hanno fatto un favore, forse per premiare un prodotto tutto italiano, che sarà costruito interamente a Roma». E se invece Maccagnani, che prima produceva materiale militare per la Difesa e aveva fatto parte della cordata messa assieme da Berlusconi per salvare Alitalia e, nel giorno della fiducia, ha pure scritto un´appassionata lettera al presidente del consiglio, se invece Maccagnani dicevamo, fosse solo un raccomandato, come tutti quelli che sono stati assunti nelle municipalizzate romane? «No. Al massimo sono più simpatico degli altri».
Certo, se gli avessero imposto almeno un ticket per l´uso privato del museo, ora staremmo a discutere se è giusto o sbagliato affittare i monumenti a fini commerciali, se è lecito noleggiare il Pantheon per una "convention", far sfilare l´alta moda all´Altare della Patria, promuovere un profumo davanti alla Primavera del Botticelli, vendere lingerie alle mademoiselles d´Avignon. I monumenti non sono certo sacri, e restituirli alla vita guadagnando qualche soldo forse potrebbe non essere male.
E invece la gratuita esposizione pubblicitaria della versione elettrica e della versione a benzina di questa Dany è stata voluta dal Comune «per amore della cultura». E si capisce subito che quest´auto dentro l´Ara Pacis fa il verso a invenzioni, slogan, immagini della grande arte, alle peripezie dei pennelli di Boccioni, di Picasso e di Magritte. Ma è un orecchiare appunto. Perché qui non c´è neppure la raffinatezza maliziosa della pubblicità, della cartellonistica e degli spot che chiedono solidarietà, ammiccano, seducono e sempre impongono un rapporto di grande complicità. C´è soltanto un´auto dove non dovrebbe stare col risultato di imbruttire sia l´auto sia il museo. E si ritrova come costante la cecità o, se preferite, l´insensibilità estetica di una generale amministrazione dei beni culturali ed artistici alla quale non importa nulla né di Pompei né dell´Ara Pacis.
È vero che l´Altare alla pace romana ha già subito ogni genere di insulto, da quel gabinetto che fu abbandonato all´ingresso del museo nel 2009 sino al disprezzo del sindaco Alemanno il quale appena eletto dichiarò di voler distruggere la teca di Richard Meier. «Ho scelto l´Ara Pacis perché e un luogo ameno» mi dice invece Maccagnani che forse non sa cosa significa "ameno", ma ha l´aria furba di chi pensa di passare alla cassa sfregiando un capolavoro o montando il destriero del Gattamelata.
Di sicuro questa autopromozione è stata approvata della sovra-intendenza di Roma e benedetta del sotto-segretario alla presidenza del consiglio Gianni Letta: «Mi ha fatto l´onore di venire». Ed è forse tutto qui l´evento: un "sotto" che si crede "sopra", un favore promozionale spacciato per sapienza estetica, roba da chiamare la polizia del buon gusto, se esistesse.
Considerando che nella Roma di Alemanno i raccomandati "simpatici" sono battaglioni è possibile che questo nuovo buon gusto prenda piede nei luoghi e nei simboli d´arte e si faccia moda, con la complicità appunto tra il sotto e il sopra, tra la sotto-Italia e la sovra-Italia, tra il sotto-segretario e la sovra-intendenza.

martedì 21 dicembre 2010

Ara Pacis, retromarcia di Alemanno

Ara Pacis, retromarcia di Alemanno
GIOVANNA VITALE
DOMENICA, 19 DICEMBRE 2010 LA REPUBBLICA - - Cronaca

"Via le auto in mostra nel monumento". Il sindaco sconfessa il soprintendente

Marroni, Pd: "Ma quali sono i criteri per l´utilizzo dei monumenti?"

ROMA - «Rimuovete quelle macchine parcheggiate davanti all´Ara Pacis. Subito». Non ha voluto sentire ragioni l´assessore capitolino alla Cultura. Dopo aver appreso da Repubblica che la teca progettata per custodire l´altare augusteo era stata trasformata in una sorta di autosalone dove esporre per tre giorni due citycar elettriche, Umberto Croppi ha dato l´ordine di liberarla. E pazienza se il programma prevedeva altre 24 ore di esibizione in più. Ieri mattina alle nove, ora di riapertura del museo, le city car erano sparite. E con esse tutte le brochure informative sulla nuova Dany prodotta dalla Belumbury del rampante imprenditore Stefano Maccagnani.
In compenso su Roma si sono presto addensati nuvoloni gonfi di polemiche. Alimentate non solo dall´opposizione, ma interne allo stesso Campidoglio, dove si è consumato uno scontro fra l´assessore Croppi e il soprintendente comunale ai Beni culturali Umberto Broccoli, reo di aver autorizzato l´evento pubblicitario senza informare l´autorità politica, compreso il sindaco Gianni Alemanno che pare non l´abbia presa bene. Persino il comunicato inviato in mattinata dal soprintendente per giustificarsi è stato censurato dal portavoce del primo cittadino: «Non era il caso di spedirlo ai giornali».
Consapevole, Alemanno, della bufera che si sarebbe scatenata. «Ottime le auto elettriche, ma per le strade», ha attaccato l´ex sindaco e leader di Api Francesco Rutelli: «Appena eletto in Campidoglio Alemanno voleva demolire l´Ara Pacis, e infatti dà una picconata al giorno al patrimonio culturale, trasformandolo in un garage». Prepara un´interrogazione urgente, il capogruppo capitolino del Pd Umberto Marroni: per sapere «chi ha consentito questo volgare spregio delle ricchezze culturali di Roma e quali sono i criteri adottati dal centrodestra per l´utilizzo dei monumenti: probabilmente nessuno, vista la disinvoltura con cui uno dei simboli della città è stato tramutato in un parcheggio promozionale per qualche amico imprenditore».
Vana la difesa del soprintendente: «La disponibilità dell´Ara Pacis è stata concessa a fronte di un contributo di 80mila euro che andranno a finanziare i restauri», taglia corto. «Pecunia non olet. È la linea che questa amministrazione segue da due anni e mezzo: fare in modo che il bene culturale sia una risorsa. Tant´è che all´Ara Pacis abbiamo fatto tante mostre e serate di gala». Ma quando gli si fa notare che le mostre sono cosa diversa dagli eventi pubblicitari; che un conto sono gli spazi commerciali all´interno del museo (l´auditorium e la terrazza), altro è l´area antistante l´altare augusteo, Broccoli si spazientisce: «Noi abbiamo esibito un sacco di oggetti pure in quella zona. Ripeto: la linea è cercare di trovare una rendita sui beni culturali, altrimenti diventano un ramo secco, cercando ovviamente di lavorare sulla qualità. Che in questo caso c´era, trattandosi di city car elettriche ed ecologiche». Irremmovibile soprintendente. E tuttavia ora a rischio rimozione se è vero che c´è già chi ad Alemanno avrebbe chiesto la sua testa.
Bastava ascoltare ieri il sottosegretario ai Beni Culturali, Francesco Giro: «Lo dico con affetto, mi sembra una broccolata», ha commentato il braccio destro del ministro Bondi: «Ricordo la definizione che Sgarbi diede della teca di Meier: una pompa di benzina texana, battuta che l´allestimento del Campidoglio fa tornare d´attualità». Una cosa è certa: «L´Ara Pacis è un´opera archeologica di primaria importanza e dunque sottoposta a tutela statale. Un parere avrebbero dovuto chiedercelo».

mercoledì 3 novembre 2010

Piazza Augusto Imperatore il restyling entro il 2014

Piazza Augusto Imperatore il restyling entro il 2014
LAURA MARI
La Repubblica 30-10-10, pagina 126 sezione ROMA

IL RESTYLING di piazza Augusto Imperatore (con l' annesso abbattimento del muro dell' Ara Pacis) sarà completato entro il 2014. L' accordo è stato siglato ieri durante un sopralluogo a cui hanno partecipato il sottosegretario ai Beni Culturali Francesco Giro, l' assessore comunale all' Urbanistica Marco Corsini e il soprintendente ai Beni Culturali del Comune, Umberto Broccoli. PER celebrare i duemila anni dalla morte dell' imperatore Augusto, il sottosegretario ai Beni Culturali Francesco Giro ha infatti annunciato che entro il 2014 sarà completamente restaurato il Mausoleo che si trova al centro della piazza e l' intervento sarà a spese del ministero. Da qui la proposta di Giro al Campidoglio: perché non ultimare per quella stessa data anche i lavori di restyling di tutta la piazza? Un obiettivo subito condiviso dall' assessore all' Urbanistica Corsini. Dunque, se i tempi verranno rispettati, entro il 2014 piazza Augusto Imperatore pedonalizzata. Inoltre, verrà abbattuto il muro della teca di Meier e sarà realizzato un sottopasso di 600 metri tra ponte Cavour e ponte Margherita. All' altezza della passeggiata di Ripetta verrà infine costruito un parcheggio interrato da 308 posti. L' intervento costerà 17 milioni di euro.

mercoledì 13 ottobre 2010

Ara Pacis: pronto il bando per il progetto anti-traffico.

Ara Pacis: pronto il bando per il progetto anti-traffico.
13/10/2010 IL TEMPO

Il lungotevere torna a scorrere.
Tunnel di 500 metri, area pedonale e parking sotterraneo. Posti auto: accesso dal sottovia. Prezzo al pubblico 2,50 euro l'ora.

Un immagine dell'Ara Pacis Non si tratta soltanto del «muretto» di Meier all'Ara Pacis, quanto piuttosto della prima grande infrastruttura completamente realizzata in project financing per un importo totale di circa 24 milioni di euro. Il bando di gara per la realizzazione del sottopasso al Lungotevere in Augusta, un parcheggio interrato per 300 posti auto e la sistemazione dell'area antistante l'Ara Pacis verrà pubblicato entro dicembre. «Si tratta di un progetto di straordinaria importanza - ha commentato l'assessore capitolino all'Urbanistica, Marco Corsini - non solo perché consentirà la piena fruibilità del Lungotevere in quel tratto, rendendolo pedonale e la riqualificazione dell'intera area, compreso il Mausoleo e piazza Augusto Imperatore ma rappresenta una grande scommessa sull'idea di progetto di finanza e sulle tecniche utilizzate per la realizzazione del sottopasso e del parcheggio interrato, che saranno le meno invasive possibili». Il tratto del Lungotevere da «interrare» è quello che va da Ponte Cavour a Ponte Margherita per un totale di circa 800 metri lineari, di cui 500 in galleria. Contestualmente, all'altezza della Passeggiata di Ripetta verrà realizzato un parcheggio interrato per 308 posti auto. Ed è questa la chiave di volta dell'intero progetto.


I privati infatti potranno rientrare dell'investimento compiuto attraverso la gestione del parcheggio sotterraneo. L'ultimo studio di fattibilità ha così calcolato costi e ricavi di gestione. Nel particolare dei 308 posti auto, 120 saranno box da destinare alla vendita libera e 188 destinati invece alla rotazione. Per quanto riguarda quest'ultima si ipotizza una tariffa media oraria di 2,50 euro l'ora e di 300 euro al mese per i posti in abbonamento. Per quanto riguarda, invece, i 120 box destinati alla vendita si è ipotizzato un prezzo di circa 150 mila euro ad unità. Il periodo di concessione ipotizzato è di 30 anni. «Stiamo ancora lavorando ai dettagli - continua Corsini - ma il bando è sostanzialmente pronto e potremmo pubblicarlo già entro la fine dell'anno. Tra i requisiti fondamentali ci sarà anche la tempistica. L'opera dovrà essere realizzata entro la fine della consiliatura». I tempi per la realizzazione del sottopasso, del parcheggio, del parco antistante l'Ara Pacis è di circa due anni.


Una sfida importante che, se vinta, creerà un luogo unico dal punto di vista architettonico, paesaggistico e ambientale. La pedonalizzazione dell'area consentirà poi di portare a termine quella modifica richiesta dal sindaco Alemnano e accettata dall'architetto Meier, vale a dire l'abbattimento del muro che attualmente ostruisce la visuale delle chiese di San Rocco e di San Girolamo degli Schiavoni. Ma sono due gli aspetti destinati a fare la storia. La realizzazione di una piazza «verde» che ricongiunge la città al fiume e dunque una nuova strategica area pedonale nel centro di Roma, da una parte. Dall'altra un modello di collaborazione tra privati e amministrazione, come quello del project financing anche per le infrastrutture viarie destinato a fare scuola. E chissà, magari si potrebbe «rispolverare» quel vecchio progetto del tunnel sotterraneo tra Cinencittà e Eur, «bypassando» l'Appia Antica messo nel cassetto proprio per mancanza di fondi.

Susanna Novelli

giovedì 16 settembre 2010

Ara Pacis, ok della giunta via il muretto della discordia

Ara Pacis, ok della giunta via il muretto della discordia
GIOVEDÌ, 16 SETTEMBRE 2010 LA REPUBBLICA Pagina XIX - Roma

Via il muretto della Teca dell´Ara Pacis progettata da Meier. Nuovo sottopasso sul lungotevere in Augusta e pedonalizzazione di piazza Augusto Imperatore. La giunta ha approvato il progetto preliminare per la riqualificazione dell´area dell´Ara Pacis. Ci saranno due gare: la prima in project financing per la realizzazione del sottopasso (26,4 milioni di euro), la seconda per la riqualificazione di piazza Augusto Imperatore (17 milioni di euro), finanziata dal Campidoglio con la rimodulazione dei fondi di Roma capitale. I lavori cominceranno in primavera. «Non ci sarà più il muretto quindi le chiese barocche potranno essere viste», ha detto Alemanno.

martedì 7 settembre 2010

Ara Pacis, muro da abbattere e sottopasso

Ara Pacis, muro da abbattere e sottopasso
LAURA MARI
DOMENICA, 05 SETTEMBRE 2010 LA REPUBBLICA - - Roma

Pochi giorni fa il sindaco Gianni Alemanno aveva annunciato di aver raggiunto un accordo con l´architetto Richard Meier per l´abbattimento di una parte dell´Ara Pacis. Del resto, fu proprio Alemanno nel 2006, due anni prima dell´elezione a primo cittadino, a sollevare la polemica sulla teca dell´architetto americano. «È uno sfregio alla città» aveva detto all´epoca Alemanno, che ha poi rilanciato la volontà di modificare il progetto originario alcuni mesi fa, durante un convegno a cui erano presenti i più importanti architetti del mondo, tra cui lo stesso Meier. Proprio in quell´occasione, il sindaco illustrò il nuovo progetto, fondato su un punto indiscutibile: abbattere il muro, colpevole di «non favorire il dialogo tra il fiume e la città».
Buttare già quei cinque metri di travertino di Tivoli costerà però alla giunta capitolina milioni di euro. La stima iniziale del nuovo progetto, fatta dallo stesso Campidoglio, parlava infatti di un finanziamento di 17 milioni di euro necessario per realizzare la riqualificazione di piazza Augusto Imperatore.
«La teca di Meier ci sarà ancora - ha detto pochi giorni fa il sindaco Alemanno - ma sarà modificata per renderla più compatibile con la struttura urbanistica». Quindi, abbattendo il muro sarà nuovamente visibile la chiesa di San Rocco e verrà realizzato un sottopasso, un parcheggio e un´area verde tra il Tevere e l´Ara Pacis. Una sorta di belvedere sul fiume. Ora, non resta che attendere l´iter istituzionale: prima l´arrivo del progetto in giunta, il prossimo 15 settembre e poi, forse, l´avvio dei cantieri in piazza Augusto Imperatore.

sabato 5 giugno 2010

Ara Pacis, camion, bar e muretti

Ara Pacis, camion, bar e muretti
Maurizio Fortuna
Corriere della Sera – Roma 5/6/2010

E’ un mese ormai che un camion bar si è piazzato di fronte all'Ara Pacis. Prima nella piazza pedonale, e da ieri direttamente sulla strada, a un paio di metri dagli scalini del monumento, di cui sembra far parte integrante. Chi vorrà fotografare il monumento di Meier non potrà fare a meno di immortalare anche quella fastidiosa bancarella ambulante. In questa cattiva sorte, bisogna dirlo, l'Ara Pacis si trova in buona compagnia: infatti il Colosseo, il Pantheon, San Pietro, Fontana di Trevi, Trinità dei Monti, insomma qualsiasi monumento valga la pena di visitare, ha accanto a sé (o perfino di fronte) il camioncino con coca cola, birra e porchetta. Sono anni che questo malcostume viene denunciato da televisioni e giornali, e sono anni che le risposte sono sempre le stesse: c'è sempre un comma sconosciuto, di una delibera dimenticata che permette ai camion bar di occupare gli angoli più prestigiosi di Roma. Ma l’Ara Pacis no! E’ un monumento nuovo e la sosta lì davanti è chiaramente abusiva. A questo punto chiediamo: perché il Comune non interviene? Che cosa fa l'assessore al Commercio Davide Bordoni invece di inviare i vigili urbani e far sloggiare il camion bar? Prende tempo, si guarda intorno, o addirittura pensa che quel baracchino non faccia male a nessuno? Possibile che di fronte a una chiara infrazione delle regole non si senta il bisogno di intervenire? O piuttosto si vuole che il proprietario di quel negozio ambulante dopo tanta permanenza, fra l'Ara Paris e il Mausoleo di Augusto, acquisisca un diritto che altrimenti non gli spetterebbe? Sembra quasi che abbiano qualche santo in paradiso, questi camion bar. Sembrano loro i veri «intoccabili”; a mettercisi contro si rischia, visto che sono arrivati al punto di minacciare fotografi che facevano semplicemente il loro mestiere. E poi, mesi di polemiche sul muro dell'Ara Pacis che «oscura» le chiese, mezzo milione di euro per arrivare a un progetto condiviso fra architetto e amministrazione per decidere di limarne mezzo metro e poi si lascia lì il camion bar abusivo? Chi lo protegge? E perché? Come diceva un saggio uomo politico: «A pensar male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca».